lunedì 2 maggio 2011

Queen

Queen
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I Queen in concerto nel 1984
I Queen in concerto nel 1984

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Hard rock[1]
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Periodo di attività





1971in attività [3]
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Band attuale





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Band





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Album pubblicati





29
Studio





16
(1 Queen + Paul Rodgers)
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6
(1 Queen + Paul Rodgers)
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Raccolte





7
Opere audiovisive pubblicate





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I Queen sono un gruppo rock britannico originario di Londra, composto dal cantante e pianista Freddie Mercury, dal chitarrista Brian May, dal batterista Roger Taylor e dal bassista John Deacon.

Conosciuta come una tra le band più importanti sulla scena internazionale e di maggior successo nella storia della musica moderna, si stima che abbiano venduto oltre 300 milioni di dischi[4]; nel 2001 la band è stata inclusa nella Rock and Roll Hall of Fame di Cleveland e, nel 2004, nella UK Music Hall of Fame. Un sondaggio d'opinione, effettuato in Gran Bretagna dalla BBC nel 2007, elesse i Queen a "miglior gruppo britannico di tutti i tempi", davanti a Beatles e Rolling Stones; inoltre, il complesso è l'unico nella storia ad essere stato ammesso per intero nella Songwriters Hall Of Fame.

Il gruppo ha riscosso nel corso degli anni un grandissimo successo di pubblico ed ha avuto una forte influenza sulle generazioni e sui musicisti successivi. Tra le più importanti canzoni del complesso, si ricordano Bohemian Rhapsody (proclamata più volte da critici, e soprattutto da sondaggi popolari, come la migliore canzone di tutti i tempi[5][6]), We Are The Champions e Somebody to Love di Mercury, We Will Rock You, Who Wants to Live Forever e " The Show Must Go On di May, Radio Ga Ga e A Kind of Magic di Taylor e Another One Bites the Dust e I Want to Break Free di Deacon.

Tra le caratteristiche del gruppo vi erano le esibizioni dal vivo; dal 1971 al 1986 hanno sostenuto 707 concerti in 26 nazioni, toccando tutti e cinque i continenti. Alla band è stato spesso attribuito, nel corso degli anni, il titolo di miglior live-band della storia e la loro esibizione al Live Aid è stata votata da un vasto numero di critici non solo come la migliore dell'evento, ma una delle migliori in assoluto della storia della musica moderna. I Queen, nonostante la morte di Mercury, frontman e leader carismatico del gruppo, avvenuta il 24 novembre 1991, mantengono ancora oggi un grande seguito sia fra le vecchie che fra le nuove generazioni[7]; a partire dal 2005, May e Taylor tornarono ad esibirsi con il nome Queen, con Paul Rodgers alla voce.


Storia del gruppo

Gli inizi

Freddie Mercury in concerto con i Queen ad Hannover, nel 1979.

Verso la fine degli anni sessanta, Freddie Mercury (vero nome Farrokh Bulsara), cantante e pianista di un gruppo chiamato "Sour Milk Sea", conobbe gli Smile di Brian May e Roger Taylor, ai quali si unì dopo l'abbandono del cantante e bassista Tim Staffell nel 1970.[8] Subito dopo la sua entrata nel gruppo, Mercury propose di cambiare il nome della band in Queen.


« Ho pensato al nome "Queen". È solo un nome, ma è molto regale ovviamente, e suona benissimo. È un nome forte, molto universale e immediato. Ha molte potenziali visuali ed è aperto a tutti i tipi di interpretazioni. »

(Freddie Mercury)

Nel 1971, dopo aver cambiato diversi bassisti con i quali non era nata l'intesa desiderata dal gruppo, la band decise di assumere definitivamente John Deacon, completando così la formazione storica.

Lo stemma della band (disegnato da Mercury) includeva i segni zodiacali dei quattro componenti, sovrastati da un'araba fenice, uccello mitologico conosciuto per la capacità di ritornare in vita dalle sue stesse ceneri, scelta in segno di immortalità e speranza. Il logo era composto da due leoni (Roger Taylor e John Deacon) a presidiare la corona della regina al centro di una "Q" (Queen, appunto), un granchio per il segno del Cancro (Brian May) e due fate a rappresentare la Vergine (Freddie Mercury).


Gli anni settanta


« I nostri album tenderebbero ad essere una collezione di canzoni, perché le scriviamo tutte nel gruppo, tutti insieme. »

(John Deacon)

Nell'estate del 1973. i Queen pubblicarono il loro primo album, dall'omonimo titolo.[9] L'uscita del disco fu anticipata dalla pubblicazione del singolo Keep Yourself Alive, che però non fece mai comparsa nelle classifiche britanniche (anche a causa della mancanza di promozione radiofonica), e anzi venne definito addirittura "osceno" dai critici della rivista Rolling Stone.[10] Solo a distanza di anni dalla sua pubblicazione, Queen sarebbe stato rivalutato e considerato un ottimo album d'esordio. Il disco contiene anche Seven Seas of Rhye, ma in una versione soltanto abbozzata di quella pubblicata come singolo l'anno dopo ed inclusa nel loro primo greatest hits.

Nel febbraio del 1974, vide la luce Queen II,[11] il loro secondo album, diviso in due, "Lato Bianco" (White Side) e "Lato Nero" (Black Side), composti rispettivamente da Brian May e Freddie Mercury con un contributo di Roger Taylor nel White Side. Quest'album è stato più volte considerato da parte della critica un concept, incentrato sull'eterna lotta tra il bene ed il male. Il singolo estratto fu la versione cantata di Seven Seas of Rhye, loro prima hit, che raggiunse, ma solo in Gran Bretagna, la top ten assestandosi alla decima posizione della classifica.


« Parecchia gente credeva che fossimo soltanto una band di Heavy Metal, ma Killer Queen mostrava un lato nuovo dei Queen. Di sicuro quell'album riempiva un vuoto storico, era di più facile ascolto e avrebbe affascinato molta più gente. »

Il 1974 si rivelò comunque un anno più soddisfacente per la formazione inglese, soprattutto perché in ottobre riuscì a pubblicare Sheer Heart Attack, terzo album in studio. Composto da una notevole varietà di stili musicali,[12] il singolo più famoso tratto dall'album fu Killer Queen, che raggiunse la seconda posizione, anche stavolta solo in Gran Bretagna. La varietà di generi musicali passa dall'hard rock/heavy metal di Now I'm Here e Stone Cold Crazy (coverizzata dai Metallica nel 1990), al pop rock di Brighton Rock e Tenement Funster, alle power ballad come Dear Friends, fino ad un accenno di charleston con Bring Back That Leroy Brown.


« È stato un lavoro terribile: una settimana intera per cercare di realizzare le idee di Freddie; ogni volta che m'illudevo di aver finito con i cori arrivava e diceva: "Ho pensato di aggiungere ancora un po' di «Galileo»" »

(Roy Thomas Baker - riguardo alla nascita di Bohemian Rhapsody)

« Per Queen II e Sheer Heart Attack volevamo fare un sacco di cose ma non c'era abbastanza spazio mentre per A Night At The Opera l'abbiamo avuto. Non siamo ancora a metà strada, ma da quello che ho potuto sentire abbiamo superato tutto quanto abbiamo fatto in precedenza. »

Il 1975 fu l'anno dell'affermazione. I Queen passarono molto tempo in sala di registrazione, in ben sei studi di produzione, con la guida del produttore Roy Thomas Baker ed incisero l'album A Night at the Opera, l'album più costoso dell'epoca.[13] Il titolo è ispirato all'omonimo film dei fratelli Marx, ed è uno dei loro album di maggior successo. Contiene una delle loro canzoni più celebri, Bohemian Rhapsody, scritta da Freddie Mercury e accompagnata da uno tra i primi videoclip della storia ad avere ampia diffusione televisiva: il brano rimase per ben nove settimane consecutive al primo posto della classifica inglese (eguagliando così "Diana" di Paul Anka, brano del 1957). Notevoli furono anche i brani scritti dagli altri componenti, come I'm In Love With My Car di Roger Taylor, brano tra l'altro cantato proprio dal batterista, The Prophet's Song, lunga suite di Brian May e You're My Best Friend di John Deacon, sua seconda composizione per la band e giunta al settimo posto nella classifica inglese. Quest'album fu il loro primo successo negli Stati Uniti.

Nel 1976, dopo aver ottenuto un certo successo di critica e pubblico, i Queen si esibirono in un concerto gratuito ad Hyde Park, a Londra, dove si radunarono circa 176.000 persone, un buon risultato per la band. In tale occasione furono presentati anche brani appartenenti al loro album successivo, A Day at the Races, il cui titolo si rifà ancora una volta ad un altro omonimo film dei fratelli Marx. All'epoca, ed effettivamente ancor oggi, il disco venne considerato non all'altezza del precedente, nonostante fosse di ottima qualità e contenesse brani molto apprezzati come Somebody to Love, in cui i Queen tentarono di rifarsi al genere gospel, il brano hard rock Tie Your Mother Down, pezzo forte di tutti i loro futuri concerti (nonostante un per niente eccelso 28º posto nelle charts) e The Millionaire Waltz, che prosegue l'eclettismo musicale di Bohemian Rhapsody.

Il 1977 vide il nascere del movimento punk, ma i Queen seppero adeguarsi alla moda del momento ancora una volta e resistere alla crisi del rock. In due mesi e mezzo registrarono News of the World, il loro sesto album, che si contraddistingue per sonorità più immediate e grezze e fu il loro secondo successo negli Stati Uniti. L'album contiene le due "hit da stadio", spesso suonate in occasione degli eventi sportivi, We Are the Champions e We Will Rock You, rispettivamente scritte da Freddie Mercury e Brian May, il pezzo pre-punk Sheer Heart Attack di Roger Taylor, e la ballata di John Deacon Spread Your Wings.

Nel 1978 i Queen lanciarono Jazz, con un party sopra le righe, come nel loro solito stile, a New Orleans, in omaggio all'omonimo stile musicale ma anche come voluto gioco di parole, dato che in inglese jazz può significare anche "chiacchiere, pettegolezzi". L'album venne criticato sia dalla stampa sia da una parte del pubblico, per essere troppo pomposo e artefatto, gli stessi motivi che portarono molti altri ad osannarlo. Tra le sue canzoni più famose ci sono Fat Bottomed Girls, un hard rock grezzo scritto da Brian May, Bicycle Race, un pezzo che prende in giro miti e luoghi comuni dell'epoca ed accompagnato da un video (poi censurato) che presentava ragazze nude in bicicletta, e Don't Stop Me Now, allegra cavalcata di pianoforte e voce, scritte entrambe da Freddie Mercury. Nell'album compare anche il brano hard rock Mustapha, la cui intro in arabo diventò un classico dei concerti negli anni settanta, spesso precedeva la classica Bohemian Rhapsody e la ballata Jealousy, singolo del 1979, caratterizzata dalla chitarra di May, il cui suono ricorda molto da vicino un Sitar.

Dopo una lunga serie di concerti, nel 1979 uscì Live Killers, il loro primo album live. Negli anni seguenti, tutti e quattro i membri della band si dichiararono non soddisfatti dal mixsaggio sonoro del disco, pubblicato per volontà della EMI al solo scopo di placare le numerose pubblicazioni bootleg dell'epoca.

Gli anni ottanta

Nel 1980 i Queen compirono un'altra svolta stilistica, pubblicando l'album The Game. Affidandosi alle cure del produttore Mack, ripulirono il loro stile dalla pomposità glam anni settanta e si lanciarono con suoni più asciutti e diretti negli anni ottanta. Quest'album segnò la comparsa, per la prima volta su un album dei Queen, dei sintetizzatori, l'assenza dei quali era espressamente rimarcata nei credits degli album precedenti. The Game contiene alcuni dei singoli più venduti della band inglese: Crazy Little Thing Called Love di Freddie Mercury, primo numero uno della band negli Stati Uniti; Another One Bites the Dust di John Deacon, il pezzo più venduto in assoluto dei Queen negli USA, nelle classifiche Billboard rock, dance ed R&B contemporaneamente; Save Me, una ballata di Brian May. The Game raggiunse per la prima volta il primo posto in classifica, sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti. Nello stesso anno i Queen composero la colonna sonora del film Flash Gordon. Anche se il film si rivelò in seguito un flop commerciale, la pellicola ebbe il merito di accrescere ancora la già smisurata fama del quartetto.

Il 1981 vide i Queen impegnati in un altro tour mondiale, che li portò in Europa, Stati Uniti, Giappone e, per la prima volta, in America Latina[14]. Nello stesso anno uscì la prima raccolta ufficiale dei loro brani di maggior successo, Greatest Hits, che è tra i dischi più venduti dal quartetto (secondo le ultime stime, 12 volte disco di platino).

I Queen in concerto nel 1985.

Al termine del tour, nel 1982, i Queen si dedicarono alla registrazione dell'album successivo, Hot Space. Il disco risentì del successo dell'album precedente, The Game, e abbandonò le sonorità rock per essere influenzato da disco e funk. All'epoca venne considerato un tradimento dai fan della vecchia guardia, abituati all'hard rock della band inglese, ed il loro peggiore album, nonostante un buon quarto posto in classifica. I brani furono registrati con una produzione diversa; tuttavia non mancano pezzi più vicini al canone tradizionale del gruppo come Under Pressure, scritta ed interpretata insieme a David Bowie, la ballata Las Palabras De Amor, Life is real (dedicata a John Lennon) e pezzi più aggressivi come Put Out The Fire ed Action This Day, brani questi assai apprezzati dal vivo, ma non così sul disco, anche grazie ad arrangiamenti più rock ed immediati durante le esibizioni live. Michael Jackson si ispirò a Hot Space per il suo album "bestseller" Thriller del 1982.[senza fonte]

Sempre attenti all'aspetto commerciale dei loro album, a causa del responso di pubblico non esaltante per Hot Space, nel 1983 i Queen sospesero le attività e si dedicarono a progetti solisti. A quella data risalgono le prime voci di un loro possibile scioglimento. Nel 1984 ritornarono con un nuovo album, The Works, che contiene ben quattro singoli: Radio Ga Ga, scritta da Roger Taylor ed uno dei loro più celebri inni da stadio, resa celebre dal battimano nel video guidato da Freddie Mercury tra l'altro eseguita anche dal gruppo durante il Festival di Sanremo, nel febbraio del 1984 in playback; la ballata It's a Hard Life, brano in parte ispirato all'opera I Pagliacci, e il cui videoclip era uno tra i preferiti di Mercury; Hammer to Fall e I Want to Break Free, canzone diventata un inno di libertà per i popoli sudamericani. Proprio quest'ultima avrebbe fatto nascere altre polemiche sui Queen. Il video che l'accompagna, su idea della ragazza di Roger Taylor, vede i quattro travestiti come le protagoniste di una popolare serie inglese dell'epoca. Giudicato molto divertente dagli inglesi, fu tacciato di cattivo gusto negli Stati Uniti e bandito dalle televisioni. Proprio le scarse vendite, a dispetto del successo dei quattro singoli e la presenza di altri brani sperimentali e di qualità su The Works, furono motivo di altre tensioni nel gruppo.


« Quando ci siamo travestiti per il video di "I Want To Break Free", in Inghilterra tutti l'hanno presa come una cosa divertente, ma in America non l'hanno mandata giù, e l'hanno considerata un grave affronto. »

Nello stesso anno i Queen si esibirono a Sun City, in Sudafrica, dove allora vigeva il regime razzista dell'apartheid.[15] Per quella performance furono molto criticati, in patria e nel resto del mondo.

Il 1985 li vide protagonisti di due grandi eventi musicali. Il 12 gennaio furono gli ospiti principali del Rock in Rio,[16] dove suonarono davanti a circa 300.000 persone, sia nella serata iniziale sia in quella finale del 19 gennaio. L'evento che li consegnò alla storia fu però il Live Aid, concerto umanitario organizzato da Bob Geldof e tenutosi il 13 luglio 1985, che vide la partecipazione di numerosi artisti internazionali. I Queen si esibirono a Wembley per una ventina di minuti. A detta della stampa, del pubblico e degli altri musicisti presenti, per una volta d'accordo, la loro interpretazione fu memorabile e addirittura una delle migliori di tutti i tempi; in particolare, Radio Ga Ga, cantata da Freddie Mercury che guidava il battimani dell'intero stadio, è rimasta nella storia.


« Noi abbiamo suonato bene, ma Freddie era oltre, e ha portato tutto a un altro livello. »

(Brian May sull'esibizione del Live Aid)

« I Queen non erano più un gruppo unito ma quattro individualità che lavoravano insieme. Il Live Aid ci ha totalmente rivitalizzati, restituendoci l'entusiasmo di un tempo. »

(John Deacon)

La partecipazione al Live Aid rivitalizzò i Queen, che pubblicarono il singolo hard rock One Vision, poi utilizzato come colonna sonora del film L'aquila d'acciaio. Il brano figurò nel loro successivo album.

A Kind of Magic uscì nel 1986, e le composizioni fanno parte della colonna sonora del film Highlander - L'ultimo immortale. Il singolo A Kind of Magic arrivò primo in ben 35 nazioni e rilanciò in modo definitivo i Queen, che iniziarono il Magic Tour, il loro tour più grande e spettacolare.[17] In 26 date raccolsero circa un milione di spettatori, di cui 400.000 solo in Gran Bretagna. Di particolare rilievo furono le date di Budapest, all'epoca ancora sotto l'influenza dell'Unione Sovietica (fu il primo concerto di un artista europeo in un paese dell'Europa dell'Est dal 1964), al Wembley Stadium e quella finale a Knebworth. A Wembley Freddie dichiarò, per smentire le ennesime voci di scioglimento: «Forget those rumours, we're gonna stay together 'till we fucking will die, I'm sure!» («Dimenticate queste voci, staremo ancora insieme fino alla dannata morte, ne sono più che sicuro!»).

Il concerto al Wembley Stadium fu uno dei più famosi e celebrati. Si aprì con la canzone One Vision, e poi si concluse con l'inno inglese God Save the Queen. A Knebworth, il 9 agosto 1986, Freddie Mercury si esibì per l'ultima volta con i Queen in una delle sue prestazioni vocali più apprezzate.

Dopo il Magic Tour, i Queen si presero una pausa di tre anni. Freddie collaborò con il soprano Montserrat Caballé per registrare l'album Barcelona, la cui canzone omonima divenne tre anni dopo l'inno dei Giochi olimpici di Barcellona 1992. Nel 1989 i Queen ritornarono con l'album The Miracle, che contiene ben cinque singoli tra cuiI Want It All (entrata al terzo posto nelle classifiche) e The Miracle, che li lanciò verso il disco di platino negli USA. Per la prima volta ogni singolo brano fu accreditato all'intera band, anche se per la maggior parte delle volte le canzoni erano per lo più scritte da un solo componente. Dell'album fanno parte anche i singoli The Invisibile Man, Breakthru e Scandal.

L'assenza di un tour, e le sempre più rare apparizioni di Freddie in pubblico, alimentarono le speculazioni della stampa sulla salute del cantante. Freddie si limitò a dire che la decisione di non compiere un tour era dovuta soltanto a lui, oltre che alla voglia di rompere il ciclo album/tour degli anni passati.

Gli anni novanta


« Non penso che dimenticheremo mai il giorno in cui Freddie ci disse della malattia. Ce ne andammo via da qualche parte con la morte nel cuore. »

(Brian May)

Nel 1990, le voci su Freddie Mercury malato di AIDS divennero sempre più insistenti da parte dei mass media scandalistici, ma furono negate con altrettanta determinazione dal cantante, da sempre in lotta con la stampa per proteggere la propria privacy (per la cui tutela amava paragonarsi a Greta Garbo). In particolare, in seguito ad alcune foto scattate il 18 febbraio dello stesso anno ai Queen ad un'apparizione TV per il ritiro di un premio della British Phonographic Industry (BPI) per il fondamentale contributo alla musica inglese, e alla festa celebrativa per il ventennale della band, lo stato di salute di Freddie finì sulle prime pagine di alcuni quotidiani. Il cantante in quelle foto, infatti, apparve molto dimagrito e sofferente.

Nonostante fosse effettivamente malato in maniera grave, Mercury comunque non abbandonò la sua attività con il gruppo, ed a inizio 1991, venne pubblicato l'album Innuendo. L'omonima canzone, che fu estratta come primo singolo, è una piccola opera rock di sei minuti, composta di varie parti tra cui un assolo di flamenco (eseguito da Steve Howe, storico chitarrista degli Yes, e Brian May). Successivamente, furono pubblicate I'm Going Slightly Mad, brano surreale e volutamente ironico, e Headlong, potente pezzo hard rock. Ovviamente, tutto il disco risentì di un clima triste, appunto, per l'aggravarsi della malattia di Freddie. Qualche mese dopo, ad ottobre, fu pubblicato Greatest Hits II, una sorta di continuazione del precedente Greatest Hits. Per promuovere la raccolta fu utilizzata la drammatica ed epica The Show Must Go On, canzone di Innuendo, famosa per la sua impressionante difficoltà vocale.

La statua dedicata a Freddie Mercury a Montreux, in Svizzera.

Il 23 novembre, Freddie Mercury decise di annunciare ufficialmente al mondo di avere l'AIDS, attraverso un comunicato in cui disse:


« Desidero confermare che sono sieropositivo: ho l'AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento allo scopo di proteggere la privacy di quanti mi stanno intorno. Tuttavia, è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan di tutto il mondo conoscano la verità. Spero che tutti si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia. »


Aggiunse poi:


« Non voglio cambiare il mondo, lascio che siano le mie canzoni ad esprimere le sensazioni e i sentimenti che provo ed ho provato. Essere felici è il traguardo più importante per me, ora, e quando sono felice il mio lavoro lo dimostra. Alla fine tutti gli errori che ho commesso e tutte le relative scuse saranno da imputare solo a me: mi piace pensare di essere stato solo me stesso... Adesso voglio solamente avere tutta la gioia e la serenità possibili, e vivere quanta più vita possa, per tutto quel poco tempo che mi resta da vivere. »


Il mondo non apprese in tempo la notizia che il giorno successivo, alle 18:48, Freddie scomparve prematuramente all'età di 45 anni. Nello stesso periodo, alcuni giorni dopo la morte del cantante, venne messo in commercio These Are The Days Of Our Lives, altra traccia di Innuendo, in formato doppio lato A insieme alla famosissima Bohemian Rhapsody. Raggiunse la prima posizione in classifica nel Regno Unito, risultando il singolo più venduto nel Natale di quell'anno. Il videoclip di These Are The Days Of Our Lives fu in particolar modo significativo, essendo stato l'ultimo girato con Freddie Mercury, il 31 maggio 1991, ma rimasto inedito fino ad allora. Nel video, un Mercury visibilmente dimagrito e con vistose occhiaie a causa della sua malattia, rivolgeva un ultimo saluto al suo amato pubblico con le parole I still love you ("Vi amo ancora").

Il 20 aprile 1992 si svolse a Wembley il Freddie Mercury Tribute, il concerto in ricordo del cantante. Insieme ai tre componenti superstiti del gruppo, si alternarono sul palco altri artisti di spessore come Tony Iommi, Metallica, Guns N' Roses, David Bowie, Roger Daltrey, Robert Plant, George Michael, Elton John, Liza Minnelli, Extreme, Def Leppard e molti altri, che eseguirono anche brani dei Queen. Il concerto, oltre che per l'eccezionalità dell'evento musicale, si segnalò per l'aver richiamato il mondo sul dramma dell'AIDS. Il giudizio della critica dal punto di vista squisitamente musicale fu impietoso: le tracce dei Queen cantate da altri cantanti misero in mostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, l'inadeguatezza di questi nei confronti della voce e dell'interpretazione di Freddie Mercury. I soli George Michael e Axl Rose se la cavarono piuttosto bene. Altre polemiche nacquero da un Padre Nostro recitato da David Bowie nel corso della sua esibizione.

Nel 1995, uscì Made in Heaven, con le ultime registrazioni inedite di Freddie Mercury, che riportò i Queen ai primi posti delle classifiche di vendita. Il disco contiene vecchie tracce rielaborate non pubblicate negli album precedenti, come My Life Has Been Saved (b-side risalente al 1989), più le ultime tracce vocali di Freddie Mercury registrate poco prima di morire, come A Winter's Tale, You Don't Fool Me e Mother Love, che pare il cantante sia stato costretto a registrare da seduto a causa delle condizioni che gli aveva recato la sua malattia.

Nel 1997, fu pubblicato Queen Rocks, una compilation che raccoglie le canzoni più dure della band, tra cui Stone Cold Crazy, One Vision, Hammer To Fall ed I Want It All. Inoltre c'era una complessa revisione di I Can't Live With You e No-One But You, brano inedito suonato dai tre rimanenti membri della band, con l'alternarsi alla voce di Brian May e di Roger Taylor, in memoria di Freddie Mercury e successivamente di Lady Diana, scomparsa in quell'anno (sarà l'ultimo brano in cui John Deacon suonerà il basso per i Queen).

Nel 1999, uscì il Greatest Hits III, una raccolta giudicata dalla critica "per mantenere alto il nome Queen". Questo disco contiene tracce soliste di Freddie Mercury, come Living On My Own e Barcelona, e di Brian May, come Driven by you; una versione remixata di Under Pressure (unico singolo della raccolta) e vari duetti, spiegano l'insolito "+" presente sulla copertina dell'album accanto al nome "Queen". Another One Bites The Dust è in questa occasione ripresa da Wyclef Jean, mentre The Show Must Go On e Somebody to Love sono cantate rispettivamente da Elton John e George Michael. Chiudono No-One But You e Thank God It's Christmas (singolo del 1984, precedentemente mai incluso in un album), e i singoli di maggior successo estratti dal disco Made in Heaven.


Queen + Paul Rodgers

Nonostante la scomparsa di Freddie Mercury, leader indiscusso e simbolo della band, la musica dei Queen è sopravvissuta al cantante, continuando a riscuotere un discreto successo anche negli anni seguenti dovuto soprattutto ai fan delle vecchie generazioni.

Il 3 giugno 2002 i Queen rimanenti (May e Taylor) sono stati ospitati al Party at the Palace a Londra, ove hanno suonato in ordine: Radio Ga Ga (voce di Taylor e batteria di Phil Collins), We Will Rock You (voce di May e duetto alle batterie di Taylor e Collins), We Are the Champions (voce di Will Young) e Bohemian Rhapsody (in una spettacolare esibizione del cast del musical We Will Rock You).

Nel 2003 invece sono stati ospitati al Pavarotti & Friends, ove hanno suonato We Will Rock You (cantata da Brian May), Radio Ga Ga (cantata da Roger Taylor), Too Much Love Will Kill You (in un duetto fra Brian May e Luciano Pavarotti, che cantava la stessa canzone con strofe in italiano), e We Are the Champions (cantata da Zucchero).

Prova delle continue attenzioni commerciali dei componenti dei Queen è il discusso tour mondiale sostenuto dal 2005 al 2006 da Brian May e Roger Taylor, che ha riscosso un discreto successo in Europa e negli Stati Uniti.

I Queen + Paul Rodgers nel 2005 a Colonia.

Al fianco del chitarrista e del batterista vi è stato l'ex cantante di Free e Bad Company, Paul Rodgers. Il tour è stato molto criticato per aver cercato di riesumare la band nel lancio di un nuovo album pur senza la presenza di ben due membri degli originari Queen stessi. Per una precisa scelta dei due membri della band, il tour è sempre stato annunciato come Queen + Paul Rodgers,[18] per specificare come non si trattasse di un cambio di formazione ma di un'"aggiunta" occasionale alla band originale, dovuta alla necessità di avere un cantante. Precedentemente, infatti, molti fan avevano espresso il loro malcontento per un'eventuale nuova formazione della band storica. Ma i rimanenti Queen non hanno mai cercato un nuovo cantante, nonostante l'ammirazione di molti artisti come la popstar Robbie Williams, che nel 2004 aveva addirittura dichiarato: "Mi sarebbe piaciuto prendere il posto di Freddie Mercury nei Queen"; in precedenza il cantante britannico aveva cantato alcuni canzoni proprio insieme alla band per la colonna sonora de Il destino di un cavaliere. Dopo tanti anni, la collaborazione di Paul Rodgers è stata casuale e si è resa possibile solo grazie alla sinergia tra lui e gli altri Queen, creatasi durante una sessione ritmica.

Da questo come da altri progetti della band senza Freddie Mercury, il bassista John Deacon si è sempre dissociato, pur riferendo la propria non ostilità verso tali operazioni. La sua ultima apparizione con il resto della band risale al 17 gennaio 1997, al Ballet for Life - Music by Queen & Mozart tenutosi a Parigi, in Francia. In questa occasione fu eseguita dal vivo The Show Must Go On, assieme ad Elton John. Ora John Deacon vive in Inghilterra con la sua famiglia, e lavora come piccolo imprenditore.

Così nella primavera del 2005 i Queen + Paul Rodgers partono per una tournée che toccherà anche 4 città italiane (Roma, Milano, Firenze e Pesaro) a dispetto delle pochissime presenze nel nostro paese durante la loro carriera con Freddie Mercury e John Deacon, vale a dire una apparizione a Sanremo nel 1984 e sempre nello stesso anno due concerti il 14 e 15 settembre al Palasport di Milano San Siro, poi crollato sotto il peso della neve nel gennaio successivo. Il tour riscuote grande successo e ciò induce May, Taylor e Rodgers a tentare l'avventura anche in Giappone e in Nord America dove riscuoteranno altrettanto successo.

Il 19 settembre 2005, il tour europeo Queen + Paul Rodgers ha dato vita al doppio CD live "Return of the Champions", raccolta delle classic hits presenti in scaletta nei concerti del tour, comprendenti anche alcuni brani di Free e Bad Company come All Right Now, Can't Get Enough e "Feel Like Making Love".

Il 15 agosto 2006, Brian May ha annunciato il ritorno dei Queen con la registrazione di un nuovo album di studio, dopo 12 anni di silenzio discografico.[19] La "nuova" formazione comprende May, Taylor e Paul Rodgers.

Nel gennaio del 2007, il chitarrista del gruppo annunciò la registrazione, nei mesi di febbraio e marzo dello stesso anno, del nuovo disco con Paul Rodgers, sostenendo che sarebbe stato tutto materiale nuovo da non confrontare con quello degli anni precedenti. Inoltre May annunciò che nel 2007 non ci sarebbe stato nessun tour, previsto invece per il 2008.[20]

Nel marzo 2008, fu annunciato da parte del gruppo sia il lancio del nuovo album The Cosmos Rocks, pubblicato successivamente il 15 settembre 2008 in Europa e il 14 ottobre in USA, sia il nuovo tour. Il tour partì il 16 settembre 2008 e toccò 25 tappe, tra cui due italiane: Roma (26 settembre 2008) e Milano (28 settembre 2008).[21][22][23]

I Queen hanno ricevuto una nomina ai Grammy nella categoria "Miglior canzone rock da un duo o vocale", grazie al brano Another One Bites The Dust.

Stile musicale


« Non è che ci dedichiamo in particolare alla musica "dura" o a quella "leggera", è semplicemente il nostro genere di musica. »

Nel corso della loro carriera, i Queen hanno toccato varie forme di musica rock già consolidate nel panorama musicale: sempre fedeli all'hard rock e all'arena rock, ad una vena progressive, symphonic rock e al pop rock, si sono spesso avvicinati alle prime forme di heavy metal e alla psichedelia, per dare forma a un genere duro,ricco e curato : il pomp rock[24], inoltre, negli anni settanta, sono stati esponenti di spicco della scena glam rock. Comunque hanno composto canzoni in stile blues, dance/disco,[25], ragtime, folk, country, musica classica e raramente punk rock

Caratteristiche delle loro esibizioni

I Queen in un concerto del 1979.

« La nostra musica è sempre stata molto coinvolgente, capace di unire le persone e abbracciare una folla in un comune stato di gioia ed esaltazione; è esattamente quello che succede in un evento sportivo, per esempio in una partita di calcio, solo che con noi sono tutti dalla stessa parte »

(Brian May)

I Queen sono particolarmente famosi per i loro concerti svolti tra gli anni settanta ed ottanta. Freddie Mercury voleva che ogni esibizione della band fosse uno spettacolo appariscente.

Negli anni settanta i quattro indossavano abiti creati dalla stilista Zandra Rhodes. Questi abiti erano molto strani e differenti tra loro, si passa da vestaglie lunghe ad abiti molto aderenti (come il celebre vestito a scacchi indossato da Freddie Mercury). Nel decennio successivo smisero di rivolgersi a Zandra Rhodes, passando a vestiti più casual e meno bizzarri (uno di questi è la celebre giacca gialla del concerto a Wembley del 12 luglio 1986). Anche la capigliatura dei quattro fu cambiata nel corso dei decenni ma si attenne sempre alla moda in corso senza caratteristiche di innovazione particolare. Per quasi tutti gli anni settanta sfoggiavano capelli lunghissimi, com'era tipico per tutti all'epoca; negli anni ottanta tutti i membri del gruppo, tranne Brian May, si tagliarono i capelli.

In tutto hanno sostenuto 707 concerti, dal 1970 al 1986 (data dell'ultimo concerto a Knebworth), attraversando tutti i continenti e portando un pubblico massimo di 325.000 persone (Rock In Rio, 1985). La loro esibizione più celebre fu quella al Live Aid, durata 20 minuti.

Dal 1973, con l'uscita del primo album Queen, fino al 1986 dopo A Kind of Magic, la band accoppiava il disco con il tour. Questa consuetudine fu poi interrotta sul finire degli anni ottanta, a causa dei primi sintomi di AIDS di Freddie Mercury. La lista delle tracce cambiò anno per anno, cambiando inoltre la durata dei concerti. Nel 1973 e nel 1974 i Queen suonarono quasi tutte le canzoni dei dischi Queen e Queen II, più dei brevi medley rock and roll di canzoni anni cinquanta, come Jailhouse Rock e Big Spender (ricantata durante il concerto di Wembley del 1986).

Dal tour di Sheer Heart Attack alla fine del 1974, la band inserì come ultimo brano l'inno nazionale inglese, God Save The Queen ammiccando a ciò che fece Hendrix con quello statunitense. In questo tour il brano Liar fu allungato addirittura fino a 7 minuti per le numerose richieste dei fan, mentre Keep Yourself Alive veniva cantata da Mercury con un tamburello in mano. Nel tour di A Night at the Opera del 1975, il brano principale era Bohemian Rhapsody (anche se supportato dai coretti preregistrati durante le esibizioni live) riuscì comunque ad ottenere risultati gratificanti nelle classifiche (9 settimane in testa in Gran Bretagna). La canzone veniva divisa in tre: un intro che dava il via al concerto, le prime strofe fino all'inizio della parte corale (nei live era in playback) e infine il "reprise" suonato nel finale del concerto. Una particolarità nasce nella scaletta del tour perché non è presente Love of My Life, brano che divenne una colonna portante dei concerti negli anni ottanta.

Nel doppio tour di A Day at the Races, i Queen arrivarono a suonare 25 canzoni in un solo concerto, e per la prima volta comparve nella scaletta Tie Your Mother Down, brano molto adatto ai loro live, che fu riproposto molto spesso in seguito. Bohemian Rhapsody venne "unificata", e la parte corale non fu cantata dal vivo. Dal tour di News of the World comparvero altre due colonne che non lasciarono più le scalette dei concerti, We Will Rock You e We Are The Champions, che sostituirono i medley anni cinquanta ed insieme al brano Sheer Heart Attack chiusero le esibizioni. Grazie ai concerti, il valore di questi brani aumentò moltissimo.

Dal tour di Live Killers venne proposta Love of My Life, cantata dal pubblico e diventata indispensabile per i concerti futuri. In questo tour Freddie Mercury vestì giacche di pelle ed occhiali da sole, ed abbandonò le aderenti vestaglie di Zandra Rhodes. We Will Rock You fu proposta in 2 versioni, quella denominata "fast" e più rock, e la classica nel finale del concerto. Il tour dell'album The Game del 1980 è stato tra i più amati dei fan americani, grazie soprattutto al brano Another One Bites The Dust, che fu presente fino al 1986 tra le scalette delle canzoni. Si nota che comparirono anche due brani dalla colonna sonora di Flash Gordon, Flash e The Hero, unici due brani cantati dell'album di cui fanno parte. Mercury vestì abiti casual e t-shirt sportive, segno del radicale cambiamento non solo estetico.

Mercury durante il tour successivo a A Day At The Races nel 1976.

Il tour di Hot Space, nonostante le basse vendite dell'album, risultò tra i più stimati grazie allo sviluppo dei brani del disco in versione rock, come si può vedere nel DVD Queen on Fire - Live at the Bowl del 5 giugno 1982. Questo fu l'ultimo tour negli USA. Nella serie di esibizioni per promuovere The Works, la band completò in 2 anni il tour. Nel 1984 i Queen per la prima volta arrivarono in Italia con due esibizioni a Milano, il 14 e il 15 settembre al Palazzetto dello Sport. In questo tour ritornarono i medley rock and roll, ma anche alcuni dei primissimi brani della band, come Stone Cold Crazy e Great King Rat.

L'ultimo loro tour fu il più grande e più acclamato, il Magic Tour, nel 1986. Una serie di 26 esibizioni, tutte in Europa, entrarono in parchi o in stadi e contennero molte migliaia di spettatori. Solo in Gran Bretagna ci furono 400.000 spettatori, ed organizzarono due date a Wembley per l'11 e il 12 luglio. Mercury a metà concerto ricordava spesso che i Queen avrebbero continuato insieme, cancellando quei rumori di scioglimento che la stampa sosteneva. L'ultimo spettacolo inizialmente era fissato per Marbella, in Spagna; in seguito il produttore Harvey Goldsmith riuscì ad organizzare una data a Stevenage, nel parco di Knebworth, per il 9 agosto. L'ultimo concerto fu uno dei più apprezzati a livello vocale di Freddie Mercury, che secondo alcune fonti già sapeva della sua malattia; gli spettatori furono 150.000, ed alcuni brani dal vivo furono riportati nella raccolta Live Magic.


[modifica] Musical e teatro

L'insegna del musical We will rock you, dedicato ai Queen.

Nel 2002 un musical od "opera rock" basato sulle canzoni dei Queen, intitolato We Will Rock You, fu inaugurato al Dominion Theatre di Londra.

Il musical è stato scritto dall'autore e commediante inglese Ben Elton, in collaborazione con Brian May e Roger Taylor e con l'aiuto di Robert De Niro. Il lancio del musical coincise con il giubileo d'oro della Regina Elisabetta II; come parte della celebrazione, Brian May eseguì un assolo dell'inno inglese God Save the Queen (rifacimento alla Hendrix) dal tetto di Buckingham Palace e addirittura il gran finale con grandi stars del calibro di Eric Clapton, Elton John, dove tutti insieme hanno eseguito alcuni immortali brani del celebre ex-Beatles Paul McCartney. La cessazione della produzione originale londinese venne programmata per sabato, 7 ottobre 2006 al Dominion Theatre [42], ma a causa delle richieste lo spettacolo è stato esteso indefinitamente.

Lo spettacolo è stato messo in scena anche a Madrid e Barcellona, Spagna; Melbourne, Sydney, Perth, e Brisbane, Australia; Colonia, Germania; Kuala Lumpur, Malesia; Sudafrica, Las Vegas e Zurigo, Svizzera. We Will Rock You è arrivato anche in Italia nel dicembre 2009 ed è stato messo in scena nei teatri di Milano, Roma, Bologna e Trieste.

[modifica] Curiosità

  • La copertina di Innuendo è ispirata alle illustrazioni di J.J. Grandville.
  • Nel 1981, nel momento di massima popolarità in Sud America, i Queen collocarono dieci album nella Top 10 Argentina.
  • La brusca interruzione nel finale del brano Man on the prowl (tratto dall'album The Works) è dovuta al nastro di registrazione che finì prima del previsto.
  • I titoli degli album A Night At The Opera e A Day at the Races (rispettivamente quarto e quinto album del gruppo) derivano da due film dei Fratelli Marx.
  • La canzone Keep Smiling è stata incisa nel 1987 per Colin, grande fan di Freddie Mercury finito in coma, che purtroppo morì. Una breve parte (non originale) può essere ascoltata nella demo di Freddie I Can't Dance/Keep Smiling.
  • I Queen hanno sempre collocato una canzone nella Top 10 inglese tranne i singoli del primo album della band.
  • Nel 1979 Rob Halford, vocalist dei Judas Priest, che durante i concerti era solito entrare sul palco in sella ad una rombante Harley Davidson in tenuta da biker, vedendo Freddie Mercury riproporre quella situazione nel video Crazy Little Thing Called Love, si sentì "tirato in causa" e a mezzo stampa sfidò Freddie ad una corsa motociclistica sul circuito di Brands Hatch. Freddie Mercury rispose che avrebbe accettato solo se Rob Halford si fosse esibito con il Royal Ballet (con il quale Freddie era solito esibirsi). La cosa però fu lasciata cadere e alla fine non se ne fece più nulla. Questo fatto non fece diminuire la stima fra i due artisti, visto che non assunse mai un tono sgradevole.
  • Esclusi i primi tre album, tutti gli album dei Queen sono arrivati alla prima posizione in classifica almeno in un paese.
  • Per promuovere il doppio singolo Bicycle Race/Fat Bottomed Girls, i Queen organizzarono una gara allo stadio di Wimbledon in cui corsero 65 ragazze nude in bicicletta. La vincitrice di quella gara compare censurata nella copertina del doppio singolo.
  • Il 28 gennaio 1972 i Queen si esibirono al Bedfor College davanti a solo 6 persone
  • Il primo maggio 1974 i Queen si esibirono a Harrisburg; Brian May dopo aver passato la sera con il chitarrista Joe Perry (Aerosmith), salì sul palco completamente ubriaco.
  • La cantante americana Lady Gaga, nel 2009, ha dichiarato che il suo nome d'arte è un chiaro riferimento a Radio Ga Ga dei Queen[43]

[modifica] Record

Nel 2005, secondo il Guinness dei primati, gli album dei Queen sono stati nelle classifiche britanniche tra i vertici assieme ad altri celebri gruppi e musicisti.

Posizioni in classifica:

Queen (1.422 settimane = 27 anni e 18 settimane)
The Beatles (1.293 settimane = 24 anni e 45 settimane)
Elvis Presley (1.280 settimane = 24 anni e 32 settimane)
U2 (1.150 settimane = 22 anni e 6 settimane)
Dire Straits (1.136 settimane = 21 anni e 44 settimane)
Simon and Garfunkel (1.114 settimane = 21 anni e 22 settimane)
Madonna (1.032 settimane = 19 anni e 44 settimane)
David Bowie (1.005 settimane = 19 anni e 17 settimane)
Elton John (989 settimane = 19 anni ed 1 settimana)
Michael Jackson (966 settimane = 18 anni e 30 settimane)

Le ricerche della Official UK Charts Company hanno compilato una lista dei 100 album più venduti tra Regno Unito ed Irlanda. Secondo tali ricerche il Greatest Hits dei Queen, vendendo 5.407.587 copie, è al primo posto.

[modifica] Il fan club ufficiale

The Official International Queen Fan Club sorge nei pressi di Londra e fu fondato nel 1973 da Pat e Sue Johnstone, poco dopo l'uscita del primo album della band. Sin dall'inizio, i soci furono numerosissimi (circa 20.000 in tutto il mondo). Le pubblicazioni della fanzine sono trimestrali e contengono notizie aggiornate sul gruppo, offrono gadgets dei Queen e talvolta in allegato viene inclusa una lettera da parte di un componente. Verso la fine degli anni ottanta, il fan club iniziò ad organizzare conventions con cadenza annuale in differenti luoghi in Gran Bretagna; tali convention spesso erano occasioni per ascoltare inediti e registrazioni realizzate dai membri della band appositamente per i fans accorsi all'evento. Famosissima in tal senso è la demo di Everybody's Happy, con Freddie Mercury che lascia un messaggio in musica accompagnato al pianoforte da Mike Moran. L'attività del fan club prosegue ancora oggi.

Formazione

Formazione storica

Formazione attuale