venerdì 1 settembre 2017

Precauzioni contro il particolato

Prevenzione per coloro che vivono in aree inquinateModifica

Particolare attenzione è richiesta per anziani, malati cardiocircolatori e polmonari, neonati e bambini (specie con crisi bronchiali, tosse e catarro).[38]

Misurazioni sul campo a Roma e Milano mostrano che c'è grande variabilità nell'esposizione al particolato a seconda del percorso seguito in città, mentre il mezzo di trasporto scelto influisce meno (l'esposizione massima può avvenire in auto, moto o mezzi pubblici a seconda dei casi, perché immersi nella scia del traffico-strada dove maggiore è la quantità di inquinanti rispetto al marciapiede).[39]

Consigli:[38]Modifica

Per evitare l'infiltrarsi delle polveri sottili in casa: chiudere gli interstizi fra muratura e cassonetti delle tapparelle, muratura e corsie delle tapparelle, muratura e casse dei telai delle finestre (es. siliconiacrilico o simili sigillanti per finiture murali), controllare le guarnizioni delle ante delle finestre, sigillare i vetri ai telai delle finestre.Arieggiare con aria pulita le stanze degli edifici nelle prime ore della giornata quando la concentrazione del PM10 è più bassa, se non c'è aria pulita filtrarla attraverso un filtro HEPA con un ventilatore (noto anche come purificatore d'aria).Spostarsi in città scegliendo i percorsi a minor traffico e sui marciapiedi, lo smog si concentra soprattutto nella sede stradale attirato dal movimento delle automobili.Fare sforzi fisici (esempio sport) nelle zone laddove minore è la concentrazione dei PM10.Evitare di rimanere a lungo all'aperto nelle giornate inquinate, controllare i bollettini meteo PM10 delle ARPA regionali, se è necessario uscire di casa usare maschere facciali o endonasali per proteggere le vie respiratorie.Evitare le normali mascherine non certificate, perché non proteggono dalle polveri sottili.Valutare l'acquisto di filtri per l'abitacolo delle automobili certificati HEPAche garantiscono una reale protezione dalle polveri sottili.Valutare l'acquisto di un Filtro Facciale Protezione 3, la migliore protezione da particolato in commercio, in codice FFP3[38] conformi alla norma EN 149:2001+A1:2009[40] che fissa rigidi protocolli nella scelta, modalità d'uso, pulizia e conservazione. Le maschere FFP3 vengono ampiamente usate negli ospedali per prevenire malattie infettive[41][42], nelle industrie dell'amianto[43] e nella contaminazione da polveri sottili[44]; sono dotate di valvola che favorisce l'espirazione e aderiscono con facilità alla forma del viso.[38] Le maschere FFP se ben aderenti al volto filtrano al minimo garantito del: FFP1 80%, FFP2 94%, FFP3 99% secondo l'European standard EN 149, gli elastici di ritenuta devono essere tesi adeguatamente, il nasello metallico ben sagomato attorno al naso, i bordi della maschera devono essere perfettamente aderenti alla pelle.[45]Valutare l'acquisto di filtri endo nasali, pur essendo quasi invisibili ed esteticamente più accettabili delle mascherine in tessuto FFP, hanno un potere filtraggio spesso inferiore, nella scelta valutare l'aderenza alle pareti delle narici del proprio naso, evitare di aspirare con la bocca perché non protetta dal filtro endo nasale.

martedì 15 agosto 2017

Dominazione Austriaca, Francese e Veneziana

LADOMINAZIONE
imperiale,iniziatail 30
maggio1509, durò oltre
15anni: tristemente
famosapervessazioni,
violenze,ruberie,
devastazionidi 18mila
soldatidi più nazionalità.Il
ritornodiVerona a
Veneziapassa perla
Spagnae Francia. Da
agostodel1516, i
Veneziani,alleati coi
Francesi,iniziarono
l’assediodellacittà, difesa
dall’imperiatore
MarcantonioColonna:
l’assediodurò finoal 3
dicembre1516,fino al
trattatodi Bruxelles.
Veneziaconvinse
l’imperatoreMassimiliano
d’Asburgoadaccettare
200miladucati. Costui
acconsentì,donòVerona
alnipoteCarlo, redi
Spagna,chelacedette a
FrancescoI, redi Francia.
Agennaio1517, i soldati
imperialifuronosostituiti
da4 mila francesie il
capitanoLautrec, il 18
gennaio,dopo un furioso
assedio,cedette Veronaal
provveditoreveneto,
AndreaGritti.Subito
Grittiaccordò ilperdono
dellaSignoria aiveronesi:
furono3 giornidi
cerimonieincattedrale e
festosifalò. MarinSanudo,
storiografodella
Serenissima,scrive chela
gioiafu talecheMesser
Grittifu abbracciato dalla
donnadi Zuoan
fruttivendolo,dicendoche
avevafattovoto di
abbracciarloe baciarlo.
Veneziaebbedai veronesi
16mila ducati. E.Cerp.

La Spianà Veneziana

A STORIA.Il titolo avuto 17 anni fa lo si deve a decisioni di 500 anni fa
L’antica«spianà»
che ha affascinatoanche l’Unesco.
Eccezionale esempio di fortificazione grazie alla
spianata veneziana, nat acome piano difensivo
Tutto ciò che era a un miglio dalla città fu abbattuto .
Elena Cardinali
Da ben 17 anni, dal 30 no-
vembre del 2000, Verona è
stata dichiarata dall’Unesco
«Patrimonio mondiale
dell’umanità». Nella motiva-
zione, fra l’altro, si legge che
la città «Costituisce un ecce-
zionale esempio di piazzafor-
te», e nei criteri di assegnazio-
ne del titolo, c’è la considera-
zione che «rappresenta in
modo eccezionale il concetto
della città fortificata in più
tappe, caratteristico della sto-
ria europea». Ebbene, ben-
ché la nostra città sia stata
fortificata fin dall’epoca ro-
mana, se ha mantenuto intat-
ta,fino ad oggi, questa sua im-
magine di piazzaforte, lo si
deve a un poderoso lavoro ini-
ziato esattamente 500 anni
fa, alla fine di gennaio del
1517: la spianata veneziana,
in dialetto veronese «spia-
nà».
Infatti, il ritorno di Verona
a Venezia, dopo 7 anni di do-
minazione imperiale, ha av-
viato da subito un colossale
piano difensivo. I Veneziani,
ammaestrati dagli effetti del-
le moderne artiglierie, con
due lettere «ducali» - disposi-
zioni scritte dal doge alla po-
polazione - del 18-19 novem-
bre 1517 e del 22 gennaio
1518, ordinarono l’abbatti-
mento di tutte le costruzioni
e di tutti gli alberi da fusto,
per uno spazio di un miglio
tutto intorno alla città. Le ca-
se, che già allora univano il
centro con le borgate di San
Massimo e Santa Lucia, ven-
nero demolite: Verona risul-
tò così completamente isola-
ta dentro la sua compatta cin-
ta muraria, una specie di
gran fortezza, alla fine della
pianura, prima delle colline.
Era la spianata, che circon-
dò Verona nel suo intero peri-
metro. Questa terra di nessu-
no permetteva di eliminare
gli attacchi di sorpresa e di
martellare con le artiglierie,
poste sulle mura, un eventua-
le esercito in assedio. Nella
nostra storia urbanistica, la
spianata ha significato una
ininterrotta «servitù milita-
re», rimasta fino all’unità
d’Italia, al secondo Ottocen-
to. Nel passato, è stata giudi-
cata negativamente, in quan-
to ha bloccato l’espansione
urbana, ma oggi è ritenuta
positiva poiché ha permesso
di conservare un anello verde
attorno a Verona.
I veneziani decisero anche
di costruire una nuova cinta
muraria con quei terrapieni e
quei baluardi visibili ancora
oggi. Nel 1518, un’altra dispo-
sizione del Senato della Re-
pubblica fissò in 6.000 duca-
ti annui la spesa necessaria
per questo grande progetto.
Dal 1517 fino al 1523, dirige
e sovrintende i lavori il co-
mandante militare Teodoro
Trivulzio, insieme a un grup-
po di ingegneri, Gian Maria
Fregoso, Troilo Pignatelli,
Zuan Maria Gomito e Filip-
po da Monselice. Il piano or-
ganico vide una serie d’inter-
venti, con la collocazione di
due tipi di strutture, fonda-
mentali nell’architettura mili-
tare dei territori sotto il domi-
nio della Serenissima: le
«rondelle» e i «bastioni». Le
rondelle erano massicce torri
che costituivano il perno di-
fensivo, mentre i bastioni era-
no una struttura complessa,
formata da salienti a due fac-
ce, da scarpate, cordoni, para-
petti e terrapieni: una vera e
propria muraglia invalicabi-
le.
Da ricordare, di questo pri-
mo periodo, il bastione delle
«Boccare» (di fronte a via
Nievo), opera di Teodoro Tri-
vulzio e non, come si credeva,
di Michele Leoni, vero e pro-
prio capolavoro d’ingegne-
ria.
Nel 1517, iniziano anche i la-
vori per Porta Vescovo, con-
clusa nel 1520. Il progetto fu
deciso dopo un’ispezione di

Andrea Gritti e Giorgio Cor-
naro e fu ultimato sotto la ret-
toria di Pietro Marcello e An-
drea Magno. Di gusto rinasci-
mentale veneziano, la porta è
stata alterata da interventi
successivi. È indubbio che
dal 1517, anche grazie a que-
ste fortifizioni, Verona ha go-
duto di tre secoli di pace.•